Mappano Comune, in arrivo nuovi ricorsi

 

Gli altri sindaci: “Non vogliamo che a pagare siano i nostri cittadini”.

Con l’estinzione del ricorso di Settimo, Mappano è nuovamente Comune. Almeno sulla carta. Anche perché restano da sciogliere non pochi nodi. Il prefetto, ieri mattina ha già convocato i sindaci di Borgaro, Caselle, Leini e Settimo, la Regione e la Città Metropolitana, per costruire il percorso che prima di tutto prevede la nomina del commissario prefettizio – che come quattro anni fa sarà Giuseppe Zarcone – l’indizione dei comizi elettorali e le elezioni. Tutto risolto? Al contrario, le criticità e i problemi sono tali e tanti da togliere il sonno, soprattutto ai sindaci che dovranno fare i conti con i loro bilanci.

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QUESTIONE DI SOLDI  

Dallo studio effettuato dalla Facoltà di Economia per Borgaro e Leini c’è poco da stare allegri. Borgaro dal divorzio con Mappano perde 400 mila euro e se si aggiungono le sette unità di personale che dovrebbe trasferire a Mappano, ma che dovrà tenere a proprio carico si arriva a 700 mila euro. Leini, invece, dovrà rinunciare a 250 mila euro e Settimo a 50 mila euro. «Il problema è che sarà un segno meno permanente sul bilancio – spiega la sindaca di Leini, Gabriella Leone – Inoltre ci viene richiesto di trasferire personale a Mappano, cosa che non potremo fare perché siamo già sotto organico e questo potrebbe portare all’impossibilità di erogare servizi ai cittadini. Non escludo un ricorso al Tar». Sulla stessa linea anche il primo cittadino di Borgaro, Claudio Gambino: «Lunedì incontreremo i consiglieri regionali, se non ci saranno segnali concreti, il ricorso è d’obbligo. È impensabile che chi ha approvato la legge istitutiva di Mappano non si sia posto il problema della sorte degli altri Comuni».

 

CASELLE, RISCHIO ELEZIONI  

Più moderato il sindaco di Caselle, Luca Baracco, il cui bilancio rimane in equilibrio, ma l’impossibilità di trasferire personale, potrebbe cambiarlo in negativo. Perché 17 dipendenti costerebbero almeno 700 mila euro. Baracco punta ad una soluzione che possa render giustizia alle rivendicazioni di Mappano ma salvaguardare anche i conti degli altri Comuni. E chiede chiarimenti per le elezioni di giugno: con Mappano indipendente Caselle passerà dal sistema a doppio turno a quello a turno unico, perché la città scenderà sotto i 15 mila residenti. È prevedibile che anche in questo caso non mancheranno ricorsi al Tar.

 

LA PROTESTA DELLE AZIENDE  

Infine protesta anche l’Associazione piccole e medie imprese (Api), attraverso il vice presidente Roberto Cotterchio: «Nulla contro Mappano autonoma, ma cambiare Comune costerà circa 10 mila euro a ogni azienda. La Regione ci aveva promesso una soluzione, ora ci dica qual è».

 

CASSE VUOTE  

Per far partire il Comune di Mappano servirebbero 800 mila euro. Peccato che non c’è a disposizione neppure un centesimo. Mappano potrà eleggere il suo sindaco e la sua amministrazione, ma per funzionare, per anni, dovrà continuare ad affidarsi, attraverso convenzioni a quegli stessi Comuni da cui si è staccata. «Nessuno è contro Mappano Comune – dicono Leone e Gambino – ma è chiaro che vanno salvaguardati anche i cittadini degli altri Comuni».

Articolo: www.lastampa.it

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